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XEV YoYo: L’“arma” giusta per il traffico #adessonews

11.190 euro con l’ecobonus

Blocchi del traffico e Ztl rendono sempre più difficile accedere al centro delle città con le auto convenzionali, e quelle a batteria sono ancora costose. Una soluzione arriva dai quadricicli elettrici, che costituiscono anche un’alternativa più sicura e comoda agli scooter. Quelli definiti “leggeri”, che possono essere condotti anche da quattordicenni, sono limitati per legge a 8 CV e 45 km/h, mentre quelli “pesanti” arrivano fino a 20 CV e toccano gli 80 km/h: si possono guidare da 16 anni, dopo aver conseguito la patente B1, e inoltre sono gli unici che consentono di portare un passeggero e di accedere ad alcune tangenziali (dipende dal comune).

La XEV YoYo che abbiamo guidato appartiene alla seconda categoria, e sembra quasi uscita da un fumetto di fantascienza. Il design dice qualcosa di nuovo anche nei particolari, e di certo si fa notare. Rispetto alle “normali” auto elettriche costa molto di meno: 15.190 euro, che sfruttando i recenti ecoincentivi statali scendono a 12.190, e a 11.190 in caso di rottamazione di una “due ruote” inquinante. A questa cifra va aggiunto solo il costo della vernice bicolore (di serie la YoYo è bianca o nera): 500, 750 o 950 euro. A oggi ci sono una trentina di concessionari in tutta Italia (la mappa completa è su www.xevcars.it), ma il numero crescerà a breve. In più, fra pochi giorni l’auto entrerà nella flotta del car-sharing Enjoy: si parte da Torino.

Più sicura della media

La XEV YoYo costa meno anche di molte rivali e, per il tipo di veicolo, offre una dotazione generosa. In particolare, spiccano i quattro freni a disco con Abs e il “clima” (alcuni quadricicli non li propongono neppure come optional). Inoltre, ci sono gli alzavetro elettrici, l’avviamento a pulsante, il cavo di ricarica, la chiave-telecomando, il riscaldamento e gli specchietti regolabili elettricamente. L’importatore europeo, inoltre, conta di iniziare a breve un servizio di personalizzazione e di stampa in 3D di alcune componenti, come i grandi inserti colorati sulle portiere esterne. Perfino lo sblocco del bagagliaio (di 180 litri e interamente rivestito) è elettrico.

Un supporto ben pensato

A bordo della XEV YoYo ritroviamo la stessa aria “allegra” dell’esterno: le plastiche non hanno un’aria dimessa, per merito degli ampi inserti colorati e delle forme moderne. Convincono poi dettagli come il vano sotto il bracciolo fra le poltrone, dotato di due prese Usb. Una terza è sul piano davanti al passeggero: utile per tenere in carica il cellulare, che può essere fissato a una morsa al centro della plancia e usato come navigatore o impianto audio, collegandolo via Bluetooth ai due altoparlanti della YoYo. Accanto si trova il cruscotto digitale di 7”. Di buona risoluzione e con una grafica futuribile, mostra lo stato della batteria (anche durante la ricarica dalla rete elettrica) e la stima dell’autonomia residua.

Qualcosa da migliorare c’è

Tanto lo spazio, anche per due adulti di statura superiore alla media, e il pavimento piatto e il tetto in vetro (dotato di filtro contro i raggi ultravioletti) aumentano la sensazione di ariosità. Se alcuni dettagli  della XEV YoYo convincono, come i battitacco in metallo, altri sono da migliorare. In particolare i portaoggetti nelle porte: si tratta di alcune corde elastiche parallele e distanziate, che trattengono solo gli oggetti larghi e piatti come le cartellette e le riviste. La casa (con sede a Venezia ma che produce in Cina) è comunque attiva nel recepire i suggerimenti e contiamo su future modifiche: già fra le prime auto vendute un anno fa a oggi, alcuni particolari sono stati migliorati. Fra quelli su cui ancora c’è da intervenire segnaliamo anche le bocchette dell’aria, che non sono regolabili e quindi soffiano aria solo sulle cosce (in alternativa, si può comunque indirizzare l’aria verso il parabrezza).

Scattante in sport

Ci sono due modalità di guida per la XEV YoYo. Quella normale aiuta a far durare di più la carica della batteria e, pur se smorza le riprese e non consente di passare i 60 km/h, è adatta quando si gira in centro città. Passando in Sport il motore elettrico posteriore può fornire tutti i suoi 15 cavalli, sufficienti anche a pieno carico per tenere il passo del traffico su strada aperta. La casa non dichiara il tempo necessario per passare da fermi alla velocità massima, ma dopo il nostro test stimiamo che servano circa 20 secondi per toccare gli 80 km/h, mentre già dopo i primi 8 ci siamo trovati attorno ai 50 km/h. 

Gira in un “fazzoletto”

Convincenti anche i freni della XEV YoYo, che fermano l’auto in spazi adeguati e hanno una buona modulabilità, e lo sterzo. Quest’ultimo non è servoassistito, ma l’auto è così leggera che non se ne sente la mancanza, e ha la precisione che serve. Ovviamente, dove la YoYo dà il meglio di sé è nel traffico: è più corta e stretta di circa 15 cm rispetto a una già compatta Smart fortwo (che parte da oltre € 25.000) e ha un diametro di svolta di soli 8 metri. Un appunto va al freno di stazionamento, che è a pedale: funziona a dovere ma è irraggiungibile dal passeggero in caso di emergenza.

Anche sostituzione rapida

Le batterie della XEV YoYo sono raffreddate ad aria: per passare dal 30 al 100% della carica (anche usando la presa di casa), secondo la casa bastano meno di 4 ore; stimiamo cinque ore e mezza per un “pieno” partendo da zero. La casa ha inoltre firmato con Eni un accordo per la sostituzione rapida degli accumulatori con altri già carichi: i tre elementi si estraggono dalla placca dietro la placca posteriore che ospita la targa e l’operazione verrà effettuata in alcuni distributori di carburante appositamente attrezzati.

Secondo noi

PREGI
> Agilità La YoYo “sguscia” nel traffico quasi come uno scooter. Non male (in Sport) lo scatto breve.
> Dotazione Non è comune, fra i quadricicli, avere Abs e “clima” (specie di serie). Non mancano poi l’avviamento a pulsante, il tetto panoramico, la chiave-telecomando e altro.
> Personalità A differenza di certe rivali, la YoYo ha un’identità “fresca” e ben definita, che non la fa sembrare la brutta copia di un’automobile.

DIFETTI
> Bocchette dell’aria La direzione del flusso non è regolabile; al massimo si può orientare verso il parabrezza.
> Fermaoggetti nelle porte Sono realizzati con corde elastiche che non trattengono gli oggetti più piccoli.
> Freno di stazionamento Non è raggiungibile dal passeggero in caso di necessità.

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