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Tre lezioni dure dalla Bce. Le implicazioni per mercati, bond e banche #adessonews

L’aumento dei tassi di riferimento di 75 punti base, storico ma scontato dai mercati, è un tentativo da parte della Bce di tornare alla “neutralità” per evitare che le pressioni inflazionistiche (prezzi al consumo al 9,1% nell’Eurozona, è vista al 5,5% nel 2023) si consolidino, secondo Annalisa Piazza, Fixed-Income Research Analyst, di MFS Investment Management. I tassi di riferimento sono, infatti, considerati lo strumento migliore per contrastare l’aumento delle aspettative di inflazione nell’attuale congiuntura e non sono state apportate modifiche agli altri strumenti (App e reinvestimenti Pepp). La Bce ha anche deciso di porre fine al sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in eccesso dopo l’aumento di 75 punti base, in quanto non più necessario in un contesto di tassi di riferimento positivi.

La Bce è disposta a sacrificare la crescita per raggiungere l’obiettivo di inflazione

La presidente, Christine Lagarde, è stata più aggressiva durante la conferenza stampa, sottolineando che la Bce è determinata a riportare l’inflazione verso l’obiettivo e che, se necessario, i tassi di riferimento possono essere portati a livelli superiori a quello “neutrale”. Per quanto riguarda i passi futuri, il Consiglio Direttivo prevede di alzare ulteriormente i tassi di interesse “per smorzare la domanda e proteggersi dal rischio di un persistente spostamento verso l’alto delle aspettative di inflazione”. A detta di Annalisa Piazza, si tratta di una dichiarazione forte, in quanto chiarisce che la Bce è disposta a sacrificare la crescita per raggiungere il suo obiettivo di inflazione ed evitare che le aspettative di inflazione aumentino. La curva forward dell’Euribor a tre mesi indica a fine 2023 un tasso Euribor a tre mesi in area 2,4%, suggerendo, quindi, ulteriori rialzi per oltre 160bps.

Per Simon Wells, economista di Hsbc, nonostante l’approccio “meeting by meeting”, i tassi probabilmente aumenteranno fino a quando il tasso di deposito non raggiungerà qualcosa che il Consiglio direttivo ritiene più vicino alla neutralità, per poi fare il punto della situazione. “Dato che prevediamo una vera e propria recessione, vediamo un aumento dei tassi nelle prossime due riunioni prima di una pausa l’anno prossimo. Quindi potremmo non essere così lontani dal tasso terminale come sembrava suggerire Christine Lagarde”, ha detto Wells.

Tre lezioni dure dalla Bce

Se è ancora presto per fare un bilancio del 2022, si possono già trarre tre lezioni da questi ultimi mesi, ha sintetizzato Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income di Candriam: in primo luogo le banche centrali e, in particolare la Bce, non hanno saputo prevedere l’inflazione. “Giudicando l’aumento dei prezzi come transitorio, hanno costantemente sottovalutato la natura e l’entità del fenomeno e gli effetti di secondo impatto. Ci si chiede, quindi, come l’investitore possa ancora avere fiducia nelle nuove previsioni. L’inflazione sarà davvero del 2,3% nel 2024?”, si è chiesto Forest.

Secondo, la forward guidance è morta. Nel 2013 la Bce aveva fatto di questa comunicazione uno dei principali strumenti del suo arsenale monetario per combattere l’inflazione. “A giugno, la Bce parlava ancora solo di interrompere il programma di acquisti considerando un primo rialzo dei tassi molto più avanti. Di fronte a un tale cambiamento e a una tale smentita, l’investitore non ha visibilità per capire le prossime azioni della Bce. Inoltre, si pone la questione della gestione del bilancio: come conciliare la lotta all’inflazione e il reinvestimento dei titoli in scadenza?”, ha continuato il Global Head of Fixed Income di Candriam.

La volatilità continuerà a dominare il mercato obbligazionario

La terza lezione che deriva dai primi due punti è il ritorno della volatilità. “L’incertezza sull’inflazione e sulla politica monetaria sta creando un’impressionante volatilità sui mercati obbligazionari, anestetizzati da anni di Qe. Tale volatilità rende difficile investire con tranquillità nei mercati obbligazionari, sia nel credito investment grade sia nel debito italiano”, ha concluso Forest. 

François Villeroy de Galhau più falco del previsto, rendimento del Btp 10 anni a un soffio del 4%

Il sopravvento dei falchi a Francoforte risuona questa mattina anche nei commenti del banchiere centrale francese, François Villeroy de Galhau, tradizionalmente tra i più moderati. Soltanto la metà delle attuali pressioni inflative, ha avvertito il governatore di Banca di Francia, vanno ascritte ai costi di energia e alimentari. Nella zona euro, inoltre, il costo della vita rimarrà elevato anche il prossimo anno e va riportato all’obiettivo della Bce del 2% per la fine del 2024, ipotesi che invece non prevedono le nuove stime trimestrali dello staff. I rendimenti dell’obbligazionario italiano e di quello tedesco salgono, in particolare sulla parte breve della curva che più risente dell’intonazione decisamente rialzista scelta dalla Bce. Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,976% e quello del 2 anni al 2,349%. 

Banco Bpm ha la maggior sensibilità ai tassi di interesse tra le banche italiane

Tutti in rialzi i titoli bancari a Piazza affari ( Mps +2,87%, Intesa Sanpaolo +3,94%, Unicredit +2,67%, Bper +2,96%, Banco Bpm +1,96%). “Le banche italiane sono positivamente sensibili all’aumento dei tassi di interesse e quindi beneficeranno dell’incremento” da 75 punti base da parte della Bce “e dei futuri aumenti”, hanno sottolineato gli analisti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, spiegando che Banco Bpm ha “la maggior sensibilità ai tassi di interesse tra le banche su cui abbiamo copertura” e questo “sostiene la nostra visione positiva sull’azione”.

Equita Sim: sospensione del tiering ha impatto positivo sul margine di interesse delle banche del 2%-3%

Inoltre, hanno ricordato gli analisti di Equita Sim, a seguito dell’aumento del tasso sui depositi oltre lo zero, il sistema del tiering per la remunerazione delle riserve in eccesso è stato ritenuto come “non più necessario”. Quindi, gli analisti della Sim hanno stimato che la sospensione del tiering, agli attuali livelli di tassi, possa avere un impatto positivo sul margine di interesse 2022-2023 delle banche in area 2%-3%. “L’ingresso in uno scenario di tassi positivi e in progressivo rialzo costituisce chiaramente un elemento di supporto per la redditività del settore bancario, oltre ad ampliare il buffer di sicurezza per affrontare un potenzialmente severo deterioramento macro”, hanno concluso a Equita. (riproduzione riservata)

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